«Guarda le piccole cose perché un giorno ti volterai e capirai che erano grandi»
Jim Morrison
(Clicca sull’immagine per ingrandirla)
Lo so, tanto facile da dire, tanto difficile da mettere in pratica. Ma vale la pena provarci.
«Guarda le piccole cose perché un giorno ti volterai e capirai che erano grandi»
Jim Morrison
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Lo so, tanto facile da dire, tanto difficile da mettere in pratica. Ma vale la pena provarci.
Il progetto People cresce!
Da quando ho proposto di disegnare qualche persona reale ho ricevuto un sacco di foto da un sacco di gente. Ahimè, causa carenza di tempo la lista d’attesa è lunga (tenete presente che nel tempo libero sono anche un supereroe e devo saltare di tetto in tetto alla ricerca di giovani fanciulle da salvare) però con un po’ di pazienza riuscirò a disegnarvi tutti (nella speranza che la popolazione mondiale si fermi a 7 miliardi di individui). Se credete di poter sopportare l’attesa mandatemi pure la vostra foto, su faceboook, twitter o via mail. Una raccomandazione: la foto deve essere frontale, altrimenti dovrò immaginare le parti di volto mancanti e il disegno potrebbe non essere fedele.
Clicca qui per andare alla galleria e vedere tutte le facce.
La genesi, come non l’avete mai vista.
Clicca sulle prossime anteprime per vedere altre illustrazioni su facebook.
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Ogni tanto anche a me passa per la testa di poter spegnere cellulare e computer e andarmene a stare un po’ in un posto strano, lontano dai paesaggi quotidiani. Me ne andrei a stare qualche mese, chessò, a Hooper, in Colorado. Non credo però che potrei stare più di 24 ore senza internet.
Clicca qui per scaricare il file .kmz (Google Earth).

Photo by Google.
Era un giorno come tanti, lo spread saliva e le navi affondavano, l’ora del pranzo incombeva e avevo deciso di mangiare dei würstel grigliati.

Non poteva certo mancare il formaggio, così tornai nel cucinino per frugare nel frigorifero (c’è sempre del fomaggio, basta cercare bene, verso il fondo).

Al mio ritorno i würstel erano svaniti! Non un segno, non una traccia, niente! Un qualche evento paranormale si era verificato nella mia sala da pranzo.

Sono quasi convinto che ci fosse un nesso tra lo sguardo sazio e compiaciuto con cui mi guardava Paco, il nano oscuro, dal divano e la misteriosa scomparsa del mio pranzo.

La mia è solo un’impressione, non ho prove inconfutabili e temo che non le troverò mai, ma qualcosa mi dice che quel cane abbia dei poteri che noi umani non possiamo nemmeno immaginare.
Per saperne di più sul nano oscuro clicca qui, qui e qui.
È da un anno esatto che devo scrivere questo post (per la precisione dal 14 marzo scorso, quando il signor Mazzardi, su rivista Tupolev, parlò del suo paradosso preferito: il gatto imburrato di Murphy).
La comune interpretazione del paradosso si basa sul fatto che il gatto (d’ora in poi chiamato Ehecatl) ha sulla schiena una fetta (d’ora in poi chiamata FET) imburrata verso l’esterno. Dati questi parametri si dovrebbe innescare il paradosso per cui Ehecatl e FET rimarrebbero a mezz’aria, ruotando all’infinito (in quanto i gatti cadono sempre sulle zampe e le fette imburrate cadono sempre dal lato imburrato) . Ebbene, questa interpretazione presenta delle lacune. Lacune sulle quali non potevo più sorvolare, per onestà etica e deontologia accademica.
Nelle figure 1 e 2 spiego quali sono le lacune. Nella figura 3, invece, espongo la corrette interpretazione delle leggi di Murphy affinchè si inneschi il paradosso.

Fig. 1 FET, posta sul dorso di Ehecatl, non innesca il paradosso in quanto le zampe di Ehecatl raggiungono il suolo prima del lato non imburrato di FET. Paradosso nullo.

Fig. 2 Ehecatl, cadendo di schiena, non innesca il paradosso in quanto FET, guidata dal lato imburrato, raggiunge il suolo prima del dorso di Ehecatl. Paradosso nullo.

Fig. 3 Ehecatl e FET, adeguatamente separati da un supporto, sono posizionati in modo da avere rispettivamente il dorso e il lato non imburrato verso l’esterno, in questo modo le zampe di Ehecatl e il lato non imburrato di FET non potranno mai toccare il suolo, innescando il paradosso e di conseguenza il moto perpetuo.

È il vecchietto estivo, quello che vaga solitario per la città silenziosa, arsa dal sole d’agosto, la città dalle saracinesche abbassate e dalle fontane prosciugate. Persino il panettiere Piero è al mare. Pigramente si sposta da un’ombra all’altra, buie come la notte e taglienti come il ghiaccio. Cerca invano un’edicola aperta: ha finito di leggere la Guida TV e la sua signora si è gelosamente impossessata della Settimana Enigmistica. Agosto è un mese difficile.
Non so perchè, ma questo disegno è rimasto inedito dall’estate scorsa, meglio tardi che mai.
Volevo una nuova testata per il sito, ho disegnato un vagone. Come header non mi convince, quindi non la userò, ma il disegno mi piace!
Una delle cose che più amo nella vita è andare al cinema, che ci sia un film d’azione o uno lento, una commedia o un dramma. Ci sono però delle volte, delle drammatiche sporadiche volte, in cui il film non lo scelgo io. Vorrei tanto parlarvi delle trame di quei film, ma purtroppo non le ricordo: qualche minuto prima del film sono lì, tutto attento e lucido mentre guardo i trailer (di cui vado ghiotto) e dopo i titoli di testa perdo i sensi. Entro in una specie di nirvana, in una sorta di stato alterato di coscienza, erro tra le stelle, ammiro l’eterna giostra dei sistemi cosmici, entro in contatto con il Tutto di cui siamo parte…

Se anche voi volete raggiungere questi profondi stati di coscienza vi consiglio, tra i tanti, The Tree of Life, The Artist, Jane Eyre, La vita scorre sotto la Diga delle tre Gole (Still Life).