Si dice che nella vita ci sia una sola grande certezza. Beh, non è vero! Io ne ho due: sono certo di dormire dal lato destro perchè quando mi sveglio ho i capelli tutti arruffati solo da quel lato!

Si dice che nella vita ci sia una sola grande certezza. Beh, non è vero! Io ne ho due: sono certo di dormire dal lato destro perchè quando mi sveglio ho i capelli tutti arruffati solo da quel lato!

Era il luglio del 2000, avevo 17 anni ed ero in giro per gli USA. In particolare ero alla stazione della Greyhound di Houston (Texas) ed aspettavo la corriera per andare verso la Florida. Tra le varie persone che aspettavano con me c’era anche ‘sta ragazza, messicana, non ricordo il nome (forse non me l’ha detto), bella, capelli neri e fisico da modella, aveva l’aria di una appena uscita da Miss America. Visto che parlavo spagnolo attaccò subito bottone, voleva sapere da dove venivo: «Italia!». La signorina però era un po’ confusa quanto a geografia…

D’oh! Non me la sono sentita di dirle che era in Europa.
L’altro giorno sono uscito mezz’ora prima solo per prendermi una granita (rigorosamente al mango). Ero tranquillo e rilassato: cuffie nelle orecchie, twitter nel cellulare, fino a quando, tra una nota e l’altra di Alexandre Desplat, ho sentito una domanda, non nuova ma sempre inquietante: “Ciao, scusa, ti piace leggere?“. Schivato l’inopportuno inquisitore, ho notato che a pochi metri mi aspettava un altro, e poi un altro, e un altro… In totale erano 5! Erano tutti (pro)cacciatori della libreria Mondolibri. Solo quando sono riuscito a salvarmi anche dall’ultimo messo ho realizzato: sono Pacman!


Ci sono cose sulle quali non possiamo più tacere, cose che dobbiamo denunciare ad alta voce! Sto parlando della vecchia spiona, l’anziana annoiata signora che tutti conosciamo, quella che tutti abbiamo nella casa di fronte, nell’appartamento di sotto, nella villetta accanto, sempre pronta a seguire i nostri movimenti, sempre pronta a chiederci chi erano gli invitati alla festa dell’altra sera o perchè non siamo andati al lavoro l’altro giorno.
Da quando vivo in Italia ho cambiato casa 3 o 4 volte e ho sempre avuto una vecchia spiona vicina di casa. Quando incrocio il suo sguardo io la saluto e lei, con collaudata disinvoltura, ricambia e fa finta di guardare i lampioni, le nuvolette o gli uccellini migratori, ma appena distolgo lo sguardo sento i suoi attempati bulbi oculari posarsi su di me.
Il fenomeno poi diventa particolarmente sensibile quando in tv non fanno niente, quando persino Barbara d’Urso è in vacanza. Propongo di fissare una data, un orario, in cui tutti noi, contemporaneamente, guarderemo negli occhi le nostre vecchie spione, forse così potremo sconfiggerle e porre definitivamente fine a questa grave piaga sociale!
È proprio quando ti sei coricato, quando hai trovato la posizione perfetta, quella che ti fa dormire come un bambino, con la guancia sul lato fresco del cuscino, che senti un lieve ma insistente prurito al polpaccio. E piuttosto che muoverti per grattarti rimani lì, fermo, stoico come una guardia inglese, in attesa che il tuo organismo sconfigga quel pizzicante nemico. Nella vita bisogna saper essere inamovibili.

«Puoi rimandare, ma il tempo non lo farà »
Benjamin Franklin
Andrebbe ripetuto come un mantra: il tempo non torna indietro, il tempo non torna indietro, il tempo… il tempo è maledetto!

Era un giorno come tanti, lo spread saliva e le navi affondavano, l’ora del pranzo incombeva e avevo deciso di mangiare dei würstel grigliati.

Non poteva certo mancare il formaggio, così tornai nel cucinino per frugare nel frigorifero (c’è sempre del fomaggio, basta cercare bene, verso il fondo).

Al mio ritorno i würstel erano svaniti! Non un segno, non una traccia, niente! Un qualche evento paranormale si era verificato nella mia sala da pranzo.

Sono quasi convinto che ci fosse un nesso tra lo sguardo sazio e compiaciuto con cui mi guardava Paco, il nano oscuro, dal divano e la misteriosa scomparsa del mio pranzo.

La mia è solo un’impressione, non ho prove inconfutabili e temo che non le troverò mai, ma qualcosa mi dice che quel cane abbia dei poteri che noi umani non possiamo nemmeno immaginare.
Per saperne di più sul nano oscuro clicca qui, qui e qui.
Una delle cose che più amo nella vita è andare al cinema, che ci sia un film d’azione o uno lento, una commedia o un dramma. Ci sono però delle volte, delle drammatiche sporadiche volte, in cui il film non lo scelgo io. Vorrei tanto parlarvi delle trame di quei film, ma purtroppo non le ricordo: qualche minuto prima del film sono lì, tutto attento e lucido mentre guardo i trailer (di cui vado ghiotto) e dopo i titoli di testa perdo i sensi. Entro in una specie di nirvana, in una sorta di stato alterato di coscienza, erro tra le stelle, ammiro l’eterna giostra dei sistemi cosmici, entro in contatto con il Tutto di cui siamo parte…

Se anche voi volete raggiungere questi profondi stati di coscienza vi consiglio, tra i tanti, The Tree of Life, The Artist, Jane Eyre, La vita scorre sotto la Diga delle tre Gole (Still Life).
Tutti parlano di crisi, precariato, scioperi, disastri ecologici e barche che affondano, ma nessuno ha il coraggio di affrontare i problemi veri della gente: le pizze poco farcite! Non esiste delusione maggiore di quando si ordina una pizza con le patatine e se ne riceve una con due patate, secche, fredde e mollicce.

Sì dai, non si può negare: uomini e donne sono proprio diversi! L’ennesima dimostrazione mi si è palesata qualche giorno fa, spacchettando il consueto nuovo-oggettino-tecnologico-pieno-di-cosine-e-lucette (uno smartphone). La reazione che la mia ragazza ed io abbiamo avuto è stata nettamente opposta!

E tu, da che parte stai?