FILM! Le mie Locandine alternative

The Invite (dettaglio)

Nel corso degli ultimi anni, su invito di Studio29 e I Wonder Pictures ho realizzato un po’ di locadine alternative per film. Eccone alcune.


The Invite: il making of

Aspettando Stato Avanzato (3)

Quanto ci metto a realizzare un graphic novel completo di circa 200 tavole? Più o meno due anni. 14-15 mesi li passo a pensare e scrivere. Pensare i personaggi, ai loro intrecci, alle loro gioie (poche) e sfighe (molte). A volte, molto spesso, alcuni personaggi che all’inizio dovevano essere puramente secondari pretendono di diventare personaggi tanto importanti quanto i protagonisti. In Stato Avanzato è il caso di Cassandra, all’inizio una semplice spalla del protagonista, ma durante la fase della prima stesura dello storyboard si è presa sempre più spazio, al punto di diventare coopratogonista a tutti gli effetti. E chi sono io per fermarla?

Cos’è lo storyboard? Per me è uno dei passaggi fondamentali, dura un paio di mesi, più o meno. É la parte disegnata che vedrà la redazione, alcune persone super selezionate, ma prima di tutto serve a me per capire come dare una identità fisica, visiva, di qualcosa che fino a quel momento era solo nella mia testa. Come farei a sapere se tutti gli incastri funzionano, senza questa fase?

Una volta finito lo storyboard, però, si può cambiare ancora. Succede sempre. In realtà fino al giorno in cui non si va in stampa molte cose possono cambiare. In Stato Avanzato, ad esempio, non avevo previsto tag sulle pareti, la città era silenziosa. Qualche giorno prima di andare in stampa ho riempito le pareti di ogni palazzo di tag, scritte e altre macerie. E la città, da semplice sfondo, è diventata un’altra protagonista. Aveva finalmente una voce. Sono tentato di dire che la vera protagonista, in Stato Avanzato, è la città.

In queste tre anteprime ci sono le fasi storyboard definitivo. Basta scorrere la barra per vedere quanto può cambiare, dalla fase primordiale a quella definitiva.

Aspettando Stato Avanzato (2)

Stato Avanzato è una storia potente, graffia, fa male, fa incazzare. Si infila nelle paure nascoste, nei privilegi ostentati, nella scarsità economica e in quella istituzionale. Una volta i miei fumetti erano distopia (apparente), ora sono diventati cronaca quotidiana. Porto sfiga? Non lo so. Ma non potevo certo fare, nemmeno questa volta, una copertina rassicurante, allegra. Non avrebbe rispettato chi lo legge e ma soprattutto i personaggi e la storia. Che, come ho scritto nel post precedente, è un urlo! La speranza divampa! (cit. Gandalf)

Stato Avanzato è il nuovo fumetto di Daniel Cuello. Sebbene sia una storia assolutamente indipendente, è anche il quinto capitolo del Ciclo del Partito, ed è una storia epica, oscura, dolorosa, ma anche piena di speranza. Esce il 6 novembre, sarà in anteprima a Lucca Comics & Games a fine ottobre.

Bao Publishing

Aspettando Stato Avanzato (1)

L’idea primordiale, appena sussurrata, di Stato Avanzato è arrivata mentre lavorato a Le buone Maniere (fine 2021, inizio ‘22). Poi ho lavorato a Piovono Corvi (Zeeenaaa💔). E da gennaio 2025 il mio cervello ha pensato a una sola cosa: Stato Avanzato.

Un anno. Un anno solo per pensare al titolo, alla trama, ma più di tutto alle persone che vivono, e di fatto creano, quella trama. Tutte le mie storie alla fine parlano di loro, delle persone e delle gabbia in cui vivono. Non molto diverse da quelle in cui viviamo tuttə noi.

Altro salto temporale: gennaio 2026, il momento dello storyboard, delle matite definitive, dei colori (maledetti sexy colori). E da poco, FORSE, dopo 9 mesi di intensivo lavoro chiuso in casa e chinato sulla scrivania, ho finito gli ultimi “corredi” legati all’uscita di Stato Avanzato (copertina regilar, variant e [cose che ancora non posso dire]. Per ora poche persone possono contraddirmi, ma chi me ne ha parlato mi ha detto che è il mio migliore libro. E quindi sì, per ora lo dico pure io: è il mio fumetto migliore (I want to believe!).

Stato Avanzato è un urlo! Un urlo di solitudine, frustrazione, rabbia e di lotta, tanto individuale quanto collettiva.

Daniel Cuello

Esce in anteprima a Lucca Comics, e pochi giorni dopo nel resto d’Italia.

Sono stanco? Sì, come chiunque faccia il mio stesso lavoro, ma pure altri lavori eh, sono spaesato? Sì, come chiunque abbia vissuto male i lockdown. Che facevo prima di iniziare a lavorare a sta cosa? Boh. Guarderò foto vecchie per ricordarmelo.

Presto prestissimo saprete mooolto di più: la copertina definitiva, la variant, le edizioni limitate (di varie cose) eventi, presentazioni, Lucca, ester eggs e cose di ‘sto tipo.

Scanlendario 2026

Questa estate mi ha scritto Kenobit (se non lo conoscete, conoscetelo! Fidatevi: www.kenobit.it), per chiedermi se volevo partecipare allo Scanlendario 2026 e io WWWOOOMMM! certo che sì! Cos’è lo scanlendario? Copio brutalmente quello che hanno scritto loro, così non faccio errori:

Lo Scanlendario è ideato e prodotto da un collettivo informale composto da: Nelson “Pizza Pirate” Calderara, Nicola Bernardi e Fabio “Kenobit” Bortolotti.

É il calendario che mette l’amore per i videogiochi al servizio del mutuo aiuto. È un progetto organizzato dal basso, fuori dalla logica del profitto. Tutto il lavoro del collettivo e dell* artist* è stato donato. Verrà donato il 100% dei guadagni. 12 videogiochi, 12 illustrazioni, 12 artist* che hanno donato la loro opera al mutuo aiuto.

Tutto il ricavato verrà donato ad “Alberi della rete” di Gazaweb e ACS, un progetto che lavora per ripristinare connessione a internet e legami umani nella Striscia di Gaza, creando hotspot basati su eSIM (e non solo).


Ho scelto The Sims, un gioco che amo, il settanta per cento del tempo lo passo customizzare i personaggi, il venticinque per cento a costruire case e il cinque per cento per far funzionare le MOD zozze. Insomma, un gioco su cui ho perso ore e ore della mia vita, in cui le dinamiche del capitalismo sono al centro di tutto, il profitto è il suo motore: tutte le dinamiche della nostra realtà funzionano allo stesso modo (cioè male) nella SIMulazione. E come nella nostra realtà, anche nel gioco c’è un modo sottile, infamino, per diventare l’autocrate dell’isolato: i trucchi. Anzi, IL trucco: motherlode, che ti mette all’istante in tasca una valangata di soldi, scavalcando ogni tipo di privilegio economico. E quando tutto il capitale è tuo, tutto è tuo. Persino i bisogni delle altre persone.

Allo scanlendario hanno partecipato:

Zerocalcare (Gennaio)
Valeria Cunto (Febbraio)
Roberto D’Agnano (Marzo)
Luca Tieri (Aprile)
Fumettibrutti (Maggio)
Francesco Guarnaccia (Giugno)
Junopika (Luglio)
Matilde Simoni (Agosto)
Fra! Design (Settembre)
Matteo De Longis (Ottobre)
Daw (Novembre)
ed io! (Dicembre)


Sono rimaste poche copie, lo trovate qui:
kenobitshop.bigcartel.com/product/scanlendario-2026

;)

Residenza Arcadia: Chihuahua Edition

Da inizio 2025 sapevo che sarebbe uscita e non vedevo l’ora! Per molti motivi, non ultimo, lo ammetto, sapere che i miei fumetti stanno diventando dei classici (datemi la possibilità di alimentare il mio ego almeno in questo, ne ho bisogno). Dopo quasi 9 anni dal suo esordio Residenza Arcadia è costantemente sugli scaffali.

E da adesso anche in una nuova versione: Chihuahua! La collana tascabile di Bao Publishing. Ero un po’ scettico, all’inizio, quando ho pensato che non ci sarebbero stati i colori, ma devo dire che questa versione in bianco e nero comunica ancora più profondamente il non detto che il fumetto racconta: gli ambienti sembrano ancora più claustrofobici, opprimenti (e chi ha già letto la storia, sa perché questo è così importante) e i personaggi sono ancora più ambigui nelle loro diverse tonalità di grigi e ombreggiature più taglienti. E questo mi piace un sacco! In redazione hanno fatto un lavoro bellissimo per rendere al meglio ogni dettaglio di questa nuova edizione (grazie Lorenzo Bolzoni e Sara Bottaini 🫶), che, per quanto tascabile e economica, rimane elegante e intrigante quanto la versione regolare, perfetta per leggerla per la prima volta o per regalarla.

Residenza Arcadia è un condominio isolato dove gli anziani abitanti vivono sotto un fragile equilibrio fatto di regole rigide, diffidenza reciproca e paura costante, in un Paese dominato da una dittatura opprimente. L’arrivo dei nuovi inquilini, “diversi” agli occhi dei vecchi condomini, incrina quell’ordine apparente e scatena sospetti, delazioni e tensioni crescenti, alimentate dai riflessi appuntiti di un Partito che impone obbedienza in cambio di sicurezza. Il condominio stesso si rivela una gabbia di scale, dove il conformismo e la paranoia si trasformano in strumenti di autocontrollo collettivo e ogni barlume di libertà viene sacrificato in nome dell’ordine precostituito. La comicità è la lama che affetta la routine di tutti i giorni rivelando l’ipocrisia rassicurante dei piccoli gesti, mentre ridiamo senza accorgerci che siamo già parte del meccanismo.


In redazione hanno fatto un lavoro bellissimo per rendere al meglio ogni dettaglio di questa nuova edizione (grazie Lorenzo Bolzoni e Sara Bottaini 🫶), che, per quanto tascabile e economica, rimane elegante e intrigante quanto la versione regolare, perfetta per leggerla per la prima volta o per regalarla.

Si trova in ilibreria, fumetteria e online. Come ad esempio sullo shop Bao: qui.

la regina delle ombre

Ci sono tanti motivi per odiare l’estate. Ci sono tanti motivi per amare l’estate. Ma uno solo per temerla: è proprio quando le ombre si fanno più taglienti, scure, che la regina delle ombre raggiunge il massimo della sua potenza.