
Oggi è il giorno: Stato Avanzato esce in tutta Italia (più o meno eh, c’è dov’è già uscito e c’è dove uscirà poi, è normale, e se proprio non arriva fatelo arrivare nella vostra libreria di fiducia ✨).
Cosa resta di un popolo quando un regime feroce e decennale crolla?
Cosa resta per le strade dopo una guerra civile?
Cosa si può costruire sopra le macerie? E là sotto, tra i detriti, cosa si nasconde?
Ci può essere davvero un lieto fine?












Stato Avanzato è una storia corale. Il protagonista, Leandro (Leo, per quei due amici che ha), sa di essere un ingranaggio disfunzionale. Cassandra sa che nonostante tutto deve continuare a lottare per un mondo finalmente migliore. Mildred e la sua comunità lo esigono, a pugni chiusi, incazzate, pronte a sfidare qualunque (o chiunque!) ostacolo si metta tra loro e quel mondo.
È un volume autonomo, autoconclusivo, e al tempo stesso il punto di chiusura di un racconto iniziato 10 anni fa.

Questa storia voleva essere scritta. I personaggi volevano essere raccontati. La complessità delle nostre vite (persino la tua, che stai leggendo questo post) voleva essere disegnata. Davvero, dopo tutto quello che vediamo e viviamo, possiamo ancora parlare di distopia? Sono anni che ormai parlo delle mie storie definendole “realismo tragicomico”.


